Chiedi la luna

...ma non rimanerci troppo male quando ti accorgi che non riesci ad averne nemmeno la brutta copia.

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mercoledì, 20 agosto 2008

elisabetta

Elisabetta è giovane, bella, brillante e intelligente.
Elisabetta scrive in maniera incantevole, snocciola parole come fili di eleganti perle, beve vodka, come ha imparato a fare nella steppa, parla il russo ed ha girato il mondo.
Elisabetta ha un gatto rosso che la segue nei continui traslochi di casa in casa (o di vita in vita), ninnoli spaiati, gonne fruscianti, riccioli lunghi.
Ascolta buona musica, legge poesie, ha fascino, cultura e un pizzico di mistero.
Io ed Elisabetta non ci siamo mai incontrate, se non attraverso i pixel di un monitor, ma ci conosciamo da anni e un giorno, sì, un giorno mi sarebbe piaciuto abbracciarla e bere un buon vino insieme a lei.
Ma ora non c'è più tempo, le mie parole non servono a niente, il mio sconforto non la può aiutare nemmeno un po'.
Perchè Elisabetta sta morendo e nessuno può più fare nulla per lei.

Quando questa notte ho scritto questo post, Elisabetta era morta da un paio di ore ma io non lo sapevo ancora.
Avevo appena letto una mail inviatami in mattinata da una sua amica e la immaginavo molto malata ma ancora fra di noi.
Poco fa, andando sul suo blog, il messaggio di un collega ed amico.
Ecco.
Elisabetta non c'è più.
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mercoledì, 11 giugno 2008

tutta la pazienza mia, ci vuole, tutta la pazienza mia

Il giorno in cui ha deciso di prendere il pc da me, se mi fosse passato un camion su un piede, avrei guadagnato di più.
Rognoso, sospettoso, tirchio, rompipalle.
E questi sono gli aspetti positivi.
Torna con un hd praticamente fuso e sostiene che il pc è ancora in garanzia. Io controllo gli incartamenti e gli faccio notare che la garanzia è scaduta a novembre dello scorso anno.
Sì, risponde lui, ma lei non deve considerare quando me lo ha venduto, deve considerare quanto l'ho usato. Questo è un computer che al massimo ha tre mesi di vita...
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martedì, 10 giugno 2008

vanità, il tuo nome è donna

Attraverso la piazza del paesello, a zonzo per commissioni, e mi si ferma per dirmi che così vestita (maglietta nera, gonna lunga fino ai piedi nera con fantasie verdi, fra l'etnico e il quantosoggiovanestoquasiinmenopausa) sto molto ma molto bene.

Nota positiva: il complimento viene da un uomo.
Nota negativa: l'uomo in questione ha 60 anni.
Nota drammatica: l'uomo in questione non è poi tanto uomo...
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mercoledì, 21 maggio 2008

preda e cacciatore

Uomo cacciatore e donna preda: il titolo campeggia sulle home di tiscali, dove mi collego per controllare la posta.
Ah, buono a sapersi, che io son preda.
In genere son preda dello sconforto. Delle tasse. Dei conti da saldare. Del pelo felino. Della depressione.
Ma degli uomini mai, mai e mai capitato.
Anzi, a dirla tutta scappano a gambe levate, ma dopo questa ricerca sto più tranquilla, sto.
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giovedì, 15 maggio 2008

ineluttabilità

Ci sono mattine in cui ti alzi, ti guardi allo specchio e ti vedi uno scrondo.
Sai però che quel giorno, proprio quel giorno, vuoi essere più carina del solito e ti ci metti di impegno.
Ti trucchi.
E ti senti uno scrondo.
Ti metti intimo ammazzacoronarie.
E ti senti uno scrondo.
Metti un golfino scollato anche se la temperatura esterna è scesa di almeno 10° rispetto al giorno prima.
E ti senti uno scrondo.
Tacchi alti.
E ti senti uno scrondo.
Piega ai capelli.
E ti senti uno scrondo.
Scia di mademoiselle coco chanel da ammazzare i moscerini intorno.
E ti senti uno scrondo.
Alla fine ti guardi allo specchio, ti scruti, cerchi di guardarti con occhio benevolo.
Ma no, ma quale scrondo.
Ma pure lo scrondo mi farebbe causa, se sapesse che mi paragono a lui...
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martedì, 22 aprile 2008

blog utilità

Nessuno che sappia riparare frigoriferi?
Il mio ha smesso di rinfrescare e anzi butta fuori una primaverile arietta tiepidina.
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lunedì, 14 aprile 2008

la bufera

Sono troppo vecchia e ho troppa memoria per stupirmi del risultato elettorale odierno.
Primi anni '90, qui nel ricco (?) e laborioso (??) nord la lega esonda e prende tutto: comuni più o meno piccoli, province, amministrazioni, senatori e deputati.
Era il momento in cui, avessero candidato un mulo a quattro zampe, questo sarebbe finito dritto al parlamento insieme a quelli a due zampe.
Carriere politiche inventate, situazioni personali sistemate, un piccolo esercito di persone a cui non avresti affidato 50 lire alla conquista di roma ladrona.
Perchè tu, quelle persone, le conoscevi fin troppo bene, gli davi del pirla al bar, li sentivi litigare coi congiuntivi e non li avevi mai visti lavorare in vita loro o quasi.
Son passati quasi 20 anni, la lega è rimasta il circo equestre che era allora, di federalismo nemmeno l'ombra ma qualcuno continua a sperarci.
Allora, il mio vice caposervizio digrignava i denti e la chiamava la grande mer*a.
Eravamo indignati, incazzati e preoccupati.
A quasi 20 anni di distanza siamo tutti troppo stanchi per indignarci e incazzarci.
Rimane una certa preoccupazione, quella sì.
L'italia è un paese immaturo, cresciuto all'ombra dei campanili delle chiese e mille anni di asservimento ai vari padroni e al vaticano ci hanno impedito di far nascere e crescere il senso dello stato.
Res publica res nullius: c'è niente da fare, all'italiano medio non riesci a insegnargli altro, non riesci a insegnargli che a fregare il vicino di casa non guadagna niente e che un centesimo in più nelle saccocce di tutti è meglio che 5 centesimi in più nelle proprie.
L'italiano non ama fare, preferisce delegare, possibilmente all'uomo forte, l'uomo della divina provvidenza, un fantomatico deus ex machina, a metà fra rambo e la fata turchina.
E la bufera?
La bufera è quella che si è abbattuta sui resti della sinistra: ha spazzato via detriti e macerie di 100 anni di tradizioni, di cultura, di civiltà e di lotte sociali.
Gli italiani, che hanno sempre avuto scarsa memoria, sembrano essersi dimenticati che la maggior parte dei diritti di cui godono oggi sono frutto soprattutto delle battaglie del vecchio pci e del vecchio psi, passando per i radicali.
Ma d'altronde, anche la sinistra non è più quella di una volta e, al potere, ha sostituito la fantasia con il cachemire.
Il bananero sorride, ma sotto sotto, secondo me, stringe le chiappe.
Bossi lo tiene per gli attributi e non è un bel penzolare, nossignore.
Dell'utri, qualche giorno fa, ha lanciato un messaggio forte e chiaro a una certa parte del sud; qui al nord si spera in nuovi condoni liberitutti, magiche sparizioni di tasse (e a fare in culo lo stato sociale), leggi che deregolamentino l'impossibile, in un far west dove il profitto sial'unica legge riconosciuta.
Io alzo il bavero e aspetto che passi anche questa: sono sopravvissuta a leone, rumor, colombo, andreotti, moro, cossiga, forlani, spadolini, fanfani, craxi, goria, de mita, amato, ciampi e dini, vuoi che non sopravviva anche a berlusconi?
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sabato, 05 aprile 2008

la sfiga del turista

Gennaio, Roma: virus influenzale con febbre a 38,5°, 12 ore di fuochi artificiali, 24 ore di letto, 48 ore con le gambe di ovatta.
Marzo, Barcellona: mi fregano portafoglio e documenti, odissea di 4 giorni.
Marzo, Bologna: 2 giorni di pioggia, freddo e spruzzata di neve.
Aprile, Ravenna.
Cioè domani.
Cioè: tendinite ginocchio destro, episodio emorragico in corso, e bla bla bla.

E' un modo poco gentile con cui la sfiga mi sta dicendo di starmene a casa per tutto il 2008?
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domenica, 16 marzo 2008

E' uscita dal mio negozio accompagnata dai carabinieri del paese che con santa pazienza cercano di arginarla senza assecondare la sua follia. E ci vuole talento, per riuscirci.
E' uscita inveendo contro di me e urlando che faccio schifo; un minuto prima singhiozzava e bagnava di grosse lacrime i fogli scarabocchiati di appunti deliranti che teneva in mano, lamentando che le avevo fatto male oltre ogni limite.
Non c'è più un barlume di lucidità nelle cose che dice.
Quel sottile filo che la faceva ondeggiare fra una relativa normalità e il delirio pare essersi spezzato: la crisi, che in passato durava qualche settimana e poi lentamente rientrava, non la abbandona da dicembre.
Viaggio di sola andata senza biglietto di ritorno, questa volta, o almeno così parrebbe.
Vomita bugie e cattiverie, realtà mischiata a fantasie, senza un filo logico e senza un attimo di pace.
La donna che conosco da 17 anni e con cui ho condiviso passi e parole si è persa da qualche parte e sembra non trovare più la via del ritorno.
Ho fatto più di quanto dovessi e ora devo fare un passo indietro perchè questa storia mi ha fatto del male.
Mi sono lasciata fare del male (tanto per cambiare) e oggi ho detto basta.
Hai ragione tu ed è anche grazie alle tue parole che oggi son riuscita a dire certe cose e a mantenere un certo atteggiamento finalmente sano verso me stessa.
Tu hai ragione e tutti mi dicono che ho fatto la scelta giusta e che avrei dovuto decidermi anni fa.
A me tornano in mente le passeggiate in riva al mare, i bistrot di Mentone, i fiori di carta e il sole del Midi e mi sento svuotata.
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martedì, 11 marzo 2008

loro hanno zapatero...

Loro hanno Zapatero e noi UolterUeltroni...

...e noi UolterUeltroni...
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mercoledì, 20 febbraio 2008

depressione quasi primaverile

Avere quasi 40 anni significa, anche, vedere aumentare il divario fra la propria faccia al naturale e la propria faccia truccata.
Argh...
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lunedì, 18 febbraio 2008

a ramengo

Son tre giorni che ho i neuroni a ramengo. Son ruzzolati da qualche parte e non riesco più a rimetterli insieme.
Oggi: letto, libro, nimesulide, libro, letto.
Ma quando arriva primavera?
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venerdì, 15 febbraio 2008

gabbie aperte - la serie infinita

Ore 15,28: apro - miracolosamente - con ben due minuti di anticipo.
Non ho ancora sfilato la giacca che un'auto inchioda davanti al negozio e ne esce un tizio esagitato, mai visto prima, che si fionda contro il bancone.
Hai un modem adsl? urla.
Zaffata etilica terrificante sul mio naso. Rischio la sbronza.
Rispondo di sì e gli mostro un modem digicom.
Non va bene, dice sempre gridando. La mia adsl va a 7 Mb.
Gli faccio notare che quello supporta gli 8 Mb.
Ma non va con vista! decreta lui convinto.
Allungo il ditino e gli mostro la scritta "compatibile con windows vista".
Decide di prenderlo, estrae dal portafoglio una banconota di grosso taglio ma io non ho resto a sufficiente.
Si fionda fuori dal negozio urlando a pieni polmoni: vado a far cambiare. Tienimelo, eh? non venderlo, mi raccomando, non venderlo!!
E sparisce.
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domenica, 10 febbraio 2008

fatiche

A quasi un mese da che mi sono costituita dalla dietologa dopo 4 anni di latitanza, non so più che inventarmi: zuppe, minestre, parmigiana di melanzane, verdure al forno, arrosti, tutto rigorosamente light, tutto rigorosamente senza condimenti, misurato e bilanciato.
Orzo, farro, grano (nemmeno fossi un pollo), verdure, spezie e non so che altro.
Stare a dieta è faticosissimo: mai cucinato così tanto. Per me sola, poi.
Considerati i miei problemi, dovrei rimanere a dieta fino alla fine dei miei giorni, ma se riesco a mantenerla prevedo di riuscire molto prima a pubblicare un libro (meglio: una raccolta in 23 volumi) di ricette ipocaloriche...

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lunedì, 28 gennaio 2008

consapevolezza

Di non essere una silfide peso forma lo sapevo anche prima, ma da lì a salire su una bilancia e prendere consapevolezza del proprio peso c'è un abisso, almeno per me, almeno a livello psicologico.
Le lodi della dietologa mi son scivolate addosso (siccome tenere un diario alimentare cartaceo non è nelle mie corde, teniamo una corrispondenza elettronica quotidiana in cui le racconto i miei pasti: ho una doc che è troppo avanti) e sapere che negli ultimi 15 giorni cioè dal primo controllo ho avuto un comportamento corretto mi ha lasciata pressochè indifferente, concentrata com'ero su quei dannati numerini che da un paio d'ore mi rimbombano nella testa.
Ci vediamo il mese prossimo, mi dice piena di entusiasmo e convinzione.
Ed io mi sento come se dovessi svuotare il mare con un cucchiaino da caffè, sciogliere l'iceberg del titanic con un cerino, radere al suo l'everest con un temperamatite...
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sabato, 26 gennaio 2008

In colpa. Eccome come mi sento: in colpa.
E' che il 2008 è iniziato proprio bene (sìsì, due giorni a letto con l'influenza ma non importa. è stato un bell'inizio) e l'umore è alto e fa marciare dritte anche le cose storte e i gatti stanno in salute, gli ormoni anche, il lavoro dà rogne ma pazienza e in tasca ho già un biglietto aereo e insomma
facciocoseevedogente.
Bello, no?
Già.
Poi questa mattina ricevo una telefonata da un'amica che non sento da quasi un mese, che ora vive distante da me e che so in difficoltà.
Malata di disturbo bipolare, con fasi depressive e fasi di euforica aggressività che la fanno delirare.
Ma lei non lo sa, di essere malata.
Lei non ne è consapevole, perchè convinta che la fase di aggressività sia la sua normalità, il suo stare bene.
In questi anni ho cercato di farle capire quello che le sta succedendo, parlandole di bipolarità e ciclotimìa, facendole leggere articoli e informazioni, ma non ho mai avuto il coraggio di dirle che secondo me è malata ed ha bisogno di cure mediche.
Lei, capace di riconoscere la medesima malattia nei suoi cari, non è in grado di vederla in se stessa.
L'ho ascoltata, sopportata e supportata allo sfinimento, sono l'unica persona ad esserle rimasta amica, mi ha dato problemi nel cerchio delle amicizie, ha creato rogne e casini ovunque, ci son stati momenti in cui starle accanto mi ha messa letteralmente in croce, ma tutto sommato mi rendo conto che subirla è stato vigliaccamente più facile che non affrontarla.
Fregatene, mi dicono, non darle corda o ti si riattacca come ha fatto in passato.
Ma non riesco a fregarmene e mi dico che son stata un' amica da poco, visto che mi è mancato il coraggio di fare l'unica cosa che forse avrei dovuto fare e cioè metterla di fronte alla realtà delle cose o almeno provarci.
E mi manca, non posso negarlo, la sua parte sana che comunque in certi momenti mi è stata d'aiuto e compagnia.
E mi sento impotente e decisamente inutile.
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sabato, 19 gennaio 2008

crescita dell'autostima

Negli ultimi tempi mi han detto che:
- assomiglio ad Herry Potter
- dimostro 50 anni
- non sono femminile.
- parlo come un uomo e a volte ragiono come un uomo.

Non mi tornano i conti, ecco.
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mercoledì, 16 gennaio 2008

insonnia

Non sono io che sono insonne, sono i miei cattivi pensieri che mi tengono sveglia a calci nei denti.
Snort...
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giovedì, 27 dicembre 2007



Ho fiducia in me stessa. Ho sempre pensato che sarei diventata primo ministro se lo avessi voluto.
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giovedì, 13 dicembre 2007

de profundis

Che oggi la giornata non è iniziata nel migliore dei modi: umore cupo, occhio lacrimoso, ansia da ricordo ferox e via salmodiando.
Poi ci si mettono pure certe notizie e il picco umorale raggiunge profondità a dir poco abissali.
Ma lo sai che la P. si è fidanzata? mi comunica non meno di cinque minuti fa una comune conoscente.

La P.?
Quella talmente bassa che anche io, con il mio metro e 54 (e mezzo) sembro una stangona?
Quella così femminile che per capire che è una donna devi chiamare un patologo per l'autopsia?
Quella così noiosa da aver sostituito il lexotan in 15 regioni italiane?
Quella così scema che al confronto perfino il mio ex marito sembra un nobel?
Quella così simpatica che ogni volta che apre bocca le vendite di guttalax crollano di colpo?
Quella che "oddio no, quelle cose lì io non le faccio, ma davvero tu fai certe cose"?

Sì. Proprio lei.

Ecco, io non sono una che augura mai sfighe agli altri, io sono una che di solito si rallegra quando agli altri le cose vanno bene ma, cavolo, a tutto c'è un limite.
E alla fine di una giornata così, iniziata così, con l'occhio umido e i ricordi ferox e bla bla bla, mi chiedo: oh, nume tutelare delle coppie in amore, perchè lei sì e io no??
Cos'ha lei che io non ho?
Io sono dolce ma non melassosa.
Io sono gentile.
Io sono educata e signorile (quando non tiro madonne).
Io sono accudente ma non appiccicosa.
Io sono paziente.
Io sono generosa.
Io sono disponibile.
Io cucino benino.
Io sono autonoma e indipendente.
Io non mi attacco al maschio di turno come una patella allo scoglio.
Io ho tanti interessi. E li coltivo tutti.
Io la do sempre. Ma sempre sempre.
A me, il sesso, me lo fa passare, il mal di testa.
E allora, porcapu@°#tr@**immondaladravigliacca, perchè rimango spaiata????
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venerdì, 23 novembre 2007

rara avis

Lui: ciao
Io: ciao
Lui: tutto bene?
Io: 'na favola
Lui: io sono Paolo
Io: e io viviana
Lui: piacere
Io: tutto mio
Lui: profilo interessante. che fai nella vita?
Io: commessa
Lui: ah...umile ma utile lavoro....
Io: tu?
Lui: architetto. Iscritta da molto?
Io: qualche mese
Lui: e...
Io: se avessi cercato la pietra filosofale probabilmente mi sarebbe andata meglio
Lui: anche io...ancora trovato nulla. Troppa banalità. Troppe persone interessate.
Io: single da molto?
Lui: 7 anni. Non sono più riuscito a innamorarmi.
Io: un bel po'.
Lui: già. E dire che mi giudicano attraente...affascinante...
Io: ah, però.
Lui: sensibile... eclettico...raffinato...
Io: modesto.
Lui: inutile essere modesti di fronte all'evidenza.
Io: ah sì. Inutile e perfin ridicolo chiamare versailles "quel bilocale sgarrupato"
Lui: ma sfortunato. Ho trovato solo donne da poco o venali.
Io: pure ricco?
Lui: benestante.
Io: rara avis! cosa ci fa una perla come te ancora a piede libero? dovresti avere la fila delle questuanti sotto casa.
Lui: è che io non mi accontento.
Io: nemmeno io. Sotto i 18 non è vero amore. Però almeno un difettuccio lo devi avere, no?
Lui: non mi innamoro da 7 anni...non è un difetto grave?
Io: accidens. scelta, casualità. ma non lo definirei un difetto.
Lui: sì...se ho un difetto...forse è la troppa sensibilità. Troppa per un Uomo.
Io: eh, immagino.
Lui: cosa fai quando non lavori?
Io: mah, il solito. amici, cinema, teatro, mostre, musei, qualche concerto, libri.
Lui: strani habby per una commessa...
Io: ai corsi di merengue non c'era più posto.
Lui: io amo il bello...l'arte nelle sue molteplicità...sono sensibile a tutto quello che c'è di artistico e ricercato...
Io: parbleu!
Lui: leggo nel tuo profilo che sei rotonda.
Io: e già.
Lui: mi spiace....allora non sei il mio tipo. Io amo le donne sottili e filiformi.
Io: oh disdoro. quanto mi dispiace. Per una volta che avevo trovato un maschio sensibbile.
Lui: perdonami..ma poi sai...un architetto e una commessa non avrebbero un futuro insieme.
Io: sigh.
Lui: a me piacciono le donne sottili e filiformi ma per un incontro fugace non disdegno le donne dai seni grandi. anzi. ti lascio il mio cell.........
Io: natura matrigna mi ha fatta tonda come la luna piena e piatta come il mar morto.
Lui: mi spiace. Addio e in bocca al lupo.
Io: addio. è stato bello.
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