Sono troppo vecchia e ho troppa memoria per stupirmi del risultato elettorale odierno.
Primi anni '90, qui nel ricco (?) e laborioso (??) nord la lega esonda e prende tutto: comuni più o meno piccoli, province, amministrazioni, senatori e deputati.
Era il momento in cui, avessero candidato un mulo a quattro zampe, questo sarebbe finito dritto al parlamento insieme a quelli a due zampe.
Carriere politiche inventate, situazioni personali sistemate, un piccolo esercito di persone a cui non avresti affidato 50 lire alla conquista di roma ladrona.
Perchè tu, quelle persone, le conoscevi fin troppo bene, gli davi del pirla al bar, li sentivi litigare coi congiuntivi e non li avevi mai visti lavorare in vita loro o quasi.
Son passati quasi 20 anni, la lega è rimasta il circo equestre che era allora, di federalismo nemmeno l'ombra ma qualcuno continua a sperarci.
Allora, il mio vice caposervizio digrignava i denti e la chiamava la grande mer*a.
Eravamo indignati, incazzati e preoccupati.
A quasi 20 anni di distanza siamo tutti troppo stanchi per indignarci e incazzarci.
Rimane una certa preoccupazione, quella sì.
L'italia è un paese immaturo, cresciuto all'ombra dei campanili delle chiese e mille anni di asservimento ai vari padroni e al vaticano ci hanno impedito di far nascere e crescere il senso dello stato.
Res publica res nullius: c'è niente da fare, all'italiano medio non riesci a insegnargli altro, non riesci a insegnargli che a fregare il vicino di casa non guadagna niente e che un centesimo in più nelle saccocce di tutti è meglio che 5 centesimi in più nelle proprie.
L'italiano non ama fare, preferisce delegare, possibilmente all'uomo forte, l'uomo della divina provvidenza, un fantomatico deus ex machina, a metà fra rambo e la fata turchina.
E la bufera?
La bufera è quella che si è abbattuta sui resti della sinistra: ha spazzato via detriti e macerie di 100 anni di tradizioni, di cultura, di civiltà e di lotte sociali.
Gli italiani, che hanno sempre avuto scarsa memoria, sembrano essersi dimenticati che la maggior parte dei diritti di cui godono oggi sono frutto soprattutto delle battaglie del vecchio pci e del vecchio psi, passando per i radicali.
Ma d'altronde, anche la sinistra non è più quella di una volta e, al potere, ha sostituito la fantasia con il cachemire.
Il bananero sorride, ma sotto sotto, secondo me, stringe le chiappe.
Bossi lo tiene per gli attributi e non è un bel penzolare, nossignore.
Dell'utri, qualche giorno fa, ha lanciato un messaggio forte e chiaro a una certa parte del sud; qui al nord si spera in nuovi condoni liberitutti, magiche sparizioni di tasse (e a fare in culo lo stato sociale), leggi che deregolamentino l'impossibile, in un far west dove il profitto sial'unica legge riconosciuta.
Io alzo il bavero e aspetto che passi anche questa: sono sopravvissuta a leone, rumor, colombo, andreotti, moro, cossiga, forlani, spadolini, fanfani, craxi, goria, de mita, amato, ciampi e dini, vuoi che non sopravviva anche a berlusconi?