Chiedi la luna

...ma non rimanerci troppo male quando ti accorgi che non riesci ad averne nemmeno la brutta copia.

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mercoledì, 20 agosto 2008

elisabetta

Elisabetta è giovane, bella, brillante e intelligente.
Elisabetta scrive in maniera incantevole, snocciola parole come fili di eleganti perle, beve vodka, come ha imparato a fare nella steppa, parla il russo ed ha girato il mondo.
Elisabetta ha un gatto rosso che la segue nei continui traslochi di casa in casa (o di vita in vita), ninnoli spaiati, gonne fruscianti, riccioli lunghi.
Ascolta buona musica, legge poesie, ha fascino, cultura e un pizzico di mistero.
Io ed Elisabetta non ci siamo mai incontrate, se non attraverso i pixel di un monitor, ma ci conosciamo da anni e un giorno, sì, un giorno mi sarebbe piaciuto abbracciarla e bere un buon vino insieme a lei.
Ma ora non c'è più tempo, le mie parole non servono a niente, il mio sconforto non la può aiutare nemmeno un po'.
Perchè Elisabetta sta morendo e nessuno può più fare nulla per lei.

Quando questa notte ho scritto questo post, Elisabetta era morta da un paio di ore ma io non lo sapevo ancora.
Avevo appena letto una mail inviatami in mattinata da una sua amica e la immaginavo molto malata ma ancora fra di noi.
Poco fa, andando sul suo blog, il messaggio di un collega ed amico.
Ecco.
Elisabetta non c'è più.
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mercoledì, 18 giugno 2008

galline in volo

Nel frattempo, super SBT ha trovato a un prezzo stracciato volo a/r per fuga ottobrina, destinazione Porto e Lisbona.
Cinque giorni lungo le tracce di Pessoa, Pereira e Amalia Rodriguez, aroma di ginjinha e sapore di baccalà.
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giovedì, 12 giugno 2008

ehvvivi-zen

Amica: mi sembri tanto cambiata negli ultimi 2 anni...
Io (che in bocca ho un chupa-chups senza zucchero): chomp chomp
Amica: no è che sei diventata così consapevole, così...direi..pacificata...
Io: chomp chomp
Amica: guarda io quasi ti invidio, sai?
Io: chomp chomp
Amica: sembri più saggia, meno travagliata e tormentata...
Io: chomp chomp
Amica: e come affronti le avversità, i problemi...
Io: chomp chomp
Amica: gli schiaffi della vita. Come hai imparato a gestire i rapporti interpersonali
Io: chomp chomp
Amica: senza mai perdere le staffe, senza lasciarti sopraffare dagli eventi e dalle situazioni
Io: chomp chomp
Amica: non so è merito del fatto che stai per raggiungere i 40 anni...
Io: chomp chomp
Amica: o se il merito va al duro percorso di terapia che hai fatto...
Io: chomp chomp
Amica: ho un'amica che ci è arrivata dopo anni di meditazione e di scelte molto spirituali
Io: chomp chomp
Amica: davvero, vorrei sapere come ci sei arrivata, se è stato più un percorso della mente o dello spirito..
Io (osservando la stecca del chupa chups oramai ripulita): facile. Mi guardo in giro e vedo che mediamente le persone hanno una vita più di mer*a della mia (ma non lo sanno) e tiro un bel sospiro di sollievo!
Amica: ...
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domenica, 08 giugno 2008

Ho bisogno di un consiglio, dico al Pinguino.
Su che cosa? risponde lui.
E io gli spiego che non so come ringraziare Ada per i tre giorni che ha fatto trascorrere a Roma a me e alle mie amiche, che non so come ripagarla per tutte le cose speciali che ci ha regalato nel giorno del suo compleanno, che io e le galline del pollaio non sappiamo come sdebitarci.
E poi mica solo per questi tre giorni.
Io la vorrei ringraziare per tutto, ma proprio tutto quello che ha fatto per me da quando ci conosciamo.
E' che a volte le persone capitano per caso nella tua vita e poi ci rimangono impigliate e da un incontro fortuito su cui non avevi investito proprio nulla, sul binario di stazione Termini, con un micetto che da Roma partiva alla conquista di Milano, nasce un legame che, in qualche maniera, ti migliora la vita.
E gli spiego, al Pinguino, che di Ada mi piacciono un sacco di cose: i suoi silenzi, i suoi sorrisi, il suo agire diretto e senza fronzoli, il suo cuore grande, la sua pazienza, l' intendersi con uno sguardo, il ridere delle stesse cose, il suo esserci senza invadenza e con discrezione.
E' che lei ti mette a tuo agio, gli dico, sempre e comunque. E sai che se hai bisogno, lei c'è. E puoi dirle tutto, perchè non ti giudica, non ti compassiona, non emette sentenze. Ed è una di quelle persone speciali di cui senti la mancanza e che vorresti avere accanto più spesso, specchio prezioso in cui riflettersi e ripensarsi, una persona a cui non puoi che voler bene.
Allora non hai bisogno di farle un regalo per ringraziarla, mi risponde il Pinguino.
E come posso fare? domando.
Con le parole, spiega lui.
Non so se ne sono capace, obietto.
Secondo me sì, mi rassicura.
Allora ci provo.
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giovedì, 05 giugno 2008

galline in fuga

Autostrada, ore 01.00 circa. Alle spalle ci siamo appena lasciate un testa coda da paura e chissà se se la caverà il povero disgraziato che viaggiava sull'auto.
Sorpasso un paio di camion.

Amica: ho paura.
Io: dormi.
Amica: ho paura.
Io: dormi.
Amica: ho paura.
Io: dormi.
Amica: ho paura.
Io: dormi.

Ad libitum...
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domenica, 25 maggio 2008

40enni da rincoglionimento (3)

AmicaR: ho il vago sospetto che XXX possa essere lesbica.
Io (cadendo dal pero): XXX? Maddai? Ma non ci avrei mai pensato.
AmicaR: devi aiutarmi a scoprire se XXX pende!
Io: io?? E che devo fare? Tirare fuori le tette sotto al suo naso e vedere come reagisce?
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domenica, 25 maggio 2008

40enni da rincoglionimento (2)

Mousse al cioccolato e barolo chinato a fine cena.

Io (sospirando): questo barolo chinato mi fa pensare al Pinguino.
AmicaR (con tono sarcastico): verticale, meglio verticale che non orizzontale.
Io: oh, verticale, orizzontale...mi va sempre bene.
AmicaR: intendevo il taglio delle vene.
Io: ah, pensavo ti riferissi al suo pisello...
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domenica, 25 maggio 2008

40enni da rincoglionimento (1)

Cena fredda e disimpegnata a casa mia con amica: tartare di tonno (fatta da lei), mousse di salmone, antipastino di patate, mazzancolle e pomplemo rosa, falanghina.

AmicaR (addentando una fettina di patata al vapore): buono. Ma cos'è?
Io (perplessa): una patata...
AmicaR: ecco, mi pareva un sapore noto...
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lunedì, 12 maggio 2008

Entriamo nella camera e subito Gabriella volta la testa e ci guarda.
I suoi occhi si riempiono di lacrime: le sorridiamo di rimando e ci chiniamo su di lei per baciarla.
Capelli rasati, una cicatrice rossa e sottile sopra la nuca che intravedo quando solleva il busto dal letto, un cerotto sulla gola a coprire la ferita della tracheotomia.
Le prendo una mano, la mano sana, quella che lei è in grado di governare, e gliela bacio.
Gabriella, da dietro le lenti da miope, sgrana e gli occhi e riprende a piangere.
Ai piedi del letto, la figlia, a lato il marito, che le parla allegro e le massaggia la mano e il braccio su cui lei non ha più il controllo.
E' accudente, il marito, premuroso e attento senza essere stucchevole.
Le raccontiamo, io e Maria, che le compagne del gruppo di terapia la salutano, che la pensiamo sempre, che anche le dottoresse si preoccupano per lei e chiamano spesso i suoi medici per essere aggiornate sulla sua salute.
Gabriella ci guarda e capisce. Capisce e cerca di risponderci, ma le parole non le vengono e allora ha un gesto di stizza, uno sbuffo di impazienza che riconosco al volo.
E' proprio lei, è proprio il suo modo di fare.
Dentro quel corpo ancora giovane spezzato a metà, c'è ancora la persona che conoscevo, con cui ho condiviso tanto, con cui spesso mi sono scontrata.
Dal comodino, l'immagine di padre pio ci osserva.
Un mese e mezzo fa, i medici le avevano dato qualche ora di vita e il prete  l'estrema unzione.
Dopo qualche giorno, chi le voleva bene le augurava che morisse perchè lo stato vegetativo non poteva essere considerato vita.
E invece.
Se fossi credente, penserei ad un miracolo.
Non credo e mi limito a stringerle e baciarle il dorso della mano.
Il marito rimesta con un cucchiaio gli omogeneizzati che costituiscono il pasto serale.
Hai piacere se anche le altre ragazze del gruppo vengono a trovarti? le chiedo.
Gabriella morde l'aria un paio di volte, poi, chiaramente, risponde: molto.
Torniamo presto, le diciamo prima di uscire.
Anche lei sta tornando e il viaggio sarà faticoso assai.

Il ritorno
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domenica, 30 marzo 2008

tanti auguri lella

Che fiori hai in giardino? mando il messaggio a Pat nel pomeriggio di ieri e la sua risposta non tarda ad arrivare: violette e altri fiori blu.
Avrei preferito qualcosa di arancione, ma non ho il tempo di mettermi alla caccia di fiori arancioni (però un bel rametto di forsythia farebbe la sua porca figura. Sì, lo so, si tratterebbe di giallo e non di arancione, ma - ripeto - farebbe la sua porca figura) e così vado in merceria e chiedo un nastro lilla alto almeno 3 centimetri.
La merciaia me ne fa vedere due: su che cosa lo deve cucire? mi chiede.
Oh, io non so cucire manco un bottone, rispondo, ci devo decorare una torta.
La signora mi guarda perplessa.
Dopo qualche ora sono a casa di Pat munita di torta, zucchero a velo, colino e nastro, pronte a saccheggiare il giardino della sua padrona di casa.
Quattro mani lavorano meglio di due (ho la manualità di un bradipo zoppo, confesso) e in pochi minuti una comune torta di mandorle e cioccolato dalla superficie irregolare e dalla crosta spaccata si trasforma in una graziosa torta di compleanno.
Così:

Tanti auguri, Lella!

E tanti auguri, Lella!
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venerdì, 15 febbraio 2008

velociraptor

A casa mia, è noto, impianto elettrico, prese e lampadine funzionano come e quando gira a qualche entità suprema.
Un paio di mesi fa mi accorgo che se accendo la luce del ripostiglio va in corto anche l'universo e da allora cerco le scarpe al buio.
E attendo l'elettricista di fiducia nonchè coniuge della mia pettenera.

Qualche giorno fa, da lei, in negozio.
Lei: è venuto poi ieri mio marito a sistemarti il problema all'impianto?
Io: oh, come no? Ha fatto così in fretta che non me ne sono nemmeno accorta.
Attimo di silenzio.
Tutti gli sguardi delle sue clienti si appuntano su di noi.
Lei (fermando per un momento spazzola e phon): tesoro, dimmi qualcosa di nuovo.
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venerdì, 01 febbraio 2008

sms

Maaaa... con quante "r" si scrive PRRRR... incipe?

(ricevuto da Cri alle 4,18)
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giovedì, 31 gennaio 2008

sms

...E così ci hanno fottute con 'sto cazzo di principe azzurro! Ma forse per azzurro intendevano turchese? Ceruleo? Blu chiaro? Ciano? Zaffiro? Blu di metilene? Sfumatura manganese? Carta da zucchero? Oddio e se fosse che sono pure daltonica?
Buonanotte o forse buongiorno.
(ricevuto da Cri alle ore 6.14)
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domenica, 27 gennaio 2008

lisboa

Se penso al portogallo mi vengono in mente solo il fado e amalia rodrigues, la dittatura di salazar, il film di sciarra "alla rivoluzione sulla due cavalli" , pessoa, il baccalà, sostiene pereira e la testa perduta.
Insomma, io del portogallo non so una beata fava.
Colpa di Pat, se da qualche tempo penso sempre più spesso a Lisbona e a un charter di galline in volo.
Uhm...
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domenica, 27 gennaio 2008

sms

C'era una volta una giovane e spensierata fanciulla. Un bel giorno incontrò il principe azzurro e gli chiese: mi vuoi sposare? Lui rispose: No!
E fu così che la fanciulla visse felice e contenta per il resto della sua vita, senza calzini da lavare, camicie da stirare e paranoie da soffrire.
Fine.
Se questa favola me l'avessero raccontata da bimba prima di andare a nanna forse non sarei qui a quest'ora a scrivere queste cazzate...
Buonanotte.

(Ricevuto da Cri alle 4.14 del mattino)
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sabato, 26 gennaio 2008

In colpa. Eccome come mi sento: in colpa.
E' che il 2008 è iniziato proprio bene (sìsì, due giorni a letto con l'influenza ma non importa. è stato un bell'inizio) e l'umore è alto e fa marciare dritte anche le cose storte e i gatti stanno in salute, gli ormoni anche, il lavoro dà rogne ma pazienza e in tasca ho già un biglietto aereo e insomma
facciocoseevedogente.
Bello, no?
Già.
Poi questa mattina ricevo una telefonata da un'amica che non sento da quasi un mese, che ora vive distante da me e che so in difficoltà.
Malata di disturbo bipolare, con fasi depressive e fasi di euforica aggressività che la fanno delirare.
Ma lei non lo sa, di essere malata.
Lei non ne è consapevole, perchè convinta che la fase di aggressività sia la sua normalità, il suo stare bene.
In questi anni ho cercato di farle capire quello che le sta succedendo, parlandole di bipolarità e ciclotimìa, facendole leggere articoli e informazioni, ma non ho mai avuto il coraggio di dirle che secondo me è malata ed ha bisogno di cure mediche.
Lei, capace di riconoscere la medesima malattia nei suoi cari, non è in grado di vederla in se stessa.
L'ho ascoltata, sopportata e supportata allo sfinimento, sono l'unica persona ad esserle rimasta amica, mi ha dato problemi nel cerchio delle amicizie, ha creato rogne e casini ovunque, ci son stati momenti in cui starle accanto mi ha messa letteralmente in croce, ma tutto sommato mi rendo conto che subirla è stato vigliaccamente più facile che non affrontarla.
Fregatene, mi dicono, non darle corda o ti si riattacca come ha fatto in passato.
Ma non riesco a fregarmene e mi dico che son stata un' amica da poco, visto che mi è mancato il coraggio di fare l'unica cosa che forse avrei dovuto fare e cioè metterla di fronte alla realtà delle cose o almeno provarci.
E mi manca, non posso negarlo, la sua parte sana che comunque in certi momenti mi è stata d'aiuto e compagnia.
E mi sento impotente e decisamente inutile.
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sabato, 29 dicembre 2007

I Say A Little Prayer

Pollaio e galline, sushi e sashimi, chiacchiere serie e chiacchiere sciocche.
Sei donne sei, una più bella dell'altra, scollature e chiffon, profumi a profusione, occhi che brillano e pietre oscure che affannano ma non tolgono - non ancora, no - il respiro.
Sono serate come queste e persone come voi che danno senso a tutto il resto e a quanto fatto fino ad ora.
Per voi (e anche per me):

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sabato, 22 dicembre 2007

oi dialogoi

Pettenera (commentando il fatto che ho ricevuto il mazzo di fiori qui sotto): cos'hai tu che io non ho?
Io: un sacco di chili superflui.
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lunedì, 12 novembre 2007

project and service manager

Mai mai mai e ribadisco MAI innamorarsi di un project o service manager disinformatico: lavora 15 ore al giorno, è stressatissimo e ha l'assoluta convinzione che l'intero universo gravi sulle sue spalle.
Pessimista, usa un linguaggio apocalittico e a tinte fosche.
Ce ne siamo rese conto io e la mia amica ESSE, quando qualche anno fa entrambe stavamo accoppiate con due degni rappresentanti della categoria.
Parlando parlando, ci siamo rese conto che entrambi usavano termini come "bagno di sangue" e "buco nero" per definire emergenze lavorative e situazioni particolarmente critiche.
Si vede che al corso per aspiranti mannagèr gli insegnano pure quelle robe lì.
Da allora, i due soggetti sono stati quindi da noi ribattezzati Bagno di Sangue (nel suo sangue) e Buco Nero.

Dialogo dell'altro giorno:

ESSE: ieri sera Bagno di Sangue mi ha chiamata.
Io: ma dai. E che voleva?
ESSE: mah, ha chiesto come sto. Aveva la solita voce moribonda. Buco Nero invece è tanto che lo hai sentito?
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venerdì, 09 novembre 2007

la marta flavi dei poveri

Domenica sera avrò ospite a cena una coppia speciale.
Speciale perchè lui è mio amico da alcuni anni e mi è molto caro, speciale perchè si sono conosciuti grazie a questo blog.
A dire il vero, non è la prima volta che succede che qualcuno della mia cerchia di amicizie incontri qualcuno passando da questa piazza virtuale.
Mi sento molto cupida. E contenta, ecco.
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mercoledì, 07 novembre 2007

sicurezze

No, tu un uomo non lo trovi più, mi dice lei, dopo aver letto questo blog.
Ma come, mi conosci da quasi 20 anni e mo' te ne esci così? Grazie dell'incoraggiamento, eh? rispondo io.
Sei troppo. Troppo! E dove lo trovi uno che ti stia al passo? incalza lei. Guarda, se rinasco...rinasco uomo. E mi ci fidanzo io con te!

Sigh...
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venerdì, 02 novembre 2007

auguri



Salve, sono Angelina Jolie.
Anche io leggo questo meraviglioso blog e ne approfitto per fare gli auguri
a quella splendida neo-40enne di

RANDAGIA!



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