Chiedi la luna

...ma non rimanerci troppo male quando ti accorgi che non riesci ad averne nemmeno la brutta copia.

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giovedì, 07 agosto 2008

I tuoi rossi fiori

I tuoi rossi fiori tra le foglie verdi
van cadendo, o geranio.
ma tu non chiedi acqua.
Tu non puoi parlare! Non hai bisogno di parlare -
tutti sanno che tu stai morendo di sete,
eppure non ti danno dell'acqua!
Passan oltre, dicendo:
"Il geranio ha bisogno d'acqua".
E io, che avevo felicità da condividere
e volevo condividere la tua;
io che ti amavo, Spoon River,
e anelavo al tuo amore,
ti appassii sotto gli occhi, Spoon River -
assetata, assetata,
resa muta dal pudore dell'anima nel chiedere amore
a te, che sapevi e mi vedevi morire a te innanzi,
come questo geranio che qualcuno piantò su di me,
e lo lascia morire.

Mabel Osborne, Antologia di Spoon River, E.L. Masters


Il chiostro
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lunedì, 04 agosto 2008

Un trifoglio e un'ape

Ci vogliono un trifoglio e un'ape
per fare un prato,
un trifoglio, un'ape e il sogno,
ma basta il sogno
se le api sono poche.

Emily Dickinson
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domenica, 22 giugno 2008

Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d'amore per te.

Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio"
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mercoledì, 11 giugno 2008

tutte le lettere d'amore

Tutte le lettere d’amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero
ridicole.

Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore,
come le altre,
ridicole.

Le lettere d’amore, se c’è l’amore,
devono essere
ridicole.

Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d’amore
sono
ridicoli.

Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d’amore
ridicole.

La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.

(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).

F. Pessoa
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lunedì, 26 maggio 2008

Valutata sempre e Condannata da te
Concedimi questa dilazione
Che morendo io possa meritare lo sguardo
Per il quale cesso di vivere -

E. Dickinson
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mercoledì, 14 maggio 2008

























Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

E. Montale
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mercoledì, 14 maggio 2008

Non conosciamo il tempo del distacco -
Il tremendo momento accade
E prende il suo posto fondamentale
Fra le certezze -

Una ferma apparenza ancora ci anima
Un biglietto - un'occasione - un amico -
Lo spettro di solidità
La cui sostanza è sabbia -

Emily Dickinson

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martedì, 06 maggio 2008

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano

...I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore.

J.P.
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domenica, 13 aprile 2008

Abbi pietà di me che sto lontana
che tremo del tuo futile abbandono,
tienimi come terra che pur piana
dia nella pace tutto il suo perdono
od anche come aperta meridiana
che dia suono dell'ora e dia frastuono,
abbi pietà di me miseramente
poiché ti amo tanto dolcemente.

Abbi pietà di me, Alda Merini


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giovedì, 10 aprile 2008

Tenevo un gioiello tra le dita –
e mi addormentai –
Il giorno era tiepido, i venti monotoni –
Mi dissi: “Durerà” –

Mi svegliai e sgridai le mie dita innocenti,
la gemma era sparita –
E adesso, un ricordo di ametista
è tutto ciò che mi resta.

Emily Dickinson
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sabato, 05 aprile 2008

... Ci vogliono tristi per farci contenti,
ci fanno sognare i loro diamanti
ci vogliono fermi per prendere la mira,
noi diventeremo una giostra che gira...

(Mercanti di liquore, El pueblo entiende la poesia)
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venerdì, 04 aprile 2008






















Aprile è il mese più crudele, genera
Lillà dalla terra morta, mescola
Memoria e desiderio, stimola
Le sopite radici con la pioggia primaverile.


T.S.Eliot
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mercoledì, 26 marzo 2008

"Io te vurria vasà", sospira la canzone
ma prima e più di questo io ti vorrei bastare,
io te vurria abbastà,
come la gola al canto come il coltello al pane
come la fede al santo io ti vorrei bastare.
E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare,
io ti vorrei bastare,
io te vurria abbastà.

"Io te vurria vasà", insiste la canzone
ma per un po' di meno di questo io ti vorrei mancare
io te vurria mancà,
più del fiato in salita
più di neve a Natale
di benda su ferita
più di farina e sale.

E nessun altro abbraccio potessi tu cercare
in nessun altro odore addormentare,
io ti vorrei mancare
io te vurria mancà.

Erri De Luca
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sabato, 22 marzo 2008

Non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.

Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire.

Prendo atto
che la riva di un certo lago
è rimasta- come se tu vivessi ancora-
bella come era.

Non ho rancore
Contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.

Riesco perfino ad immaginare
che degli altri, non noi
siedano in questo momento
sul tronco rovesciato d’una betulla.

Rispetto il loro diritto
a sussurrare, ridere
e tacere felici.

Suppongo perfino
che li unisca l’amore
e che lui stringa lei
con il suo braccio vivo.

Qualche giovane ala
fruscia nei giuncheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.

Non esigo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.

Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeraldo,
ora color zaffiro
ora nere.

Una cosa non accetto.
Il mio ritorno là.
Il privilegio della presenza-
ci rinuncio.

Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.

Addio a una vista, Wislawa Szymborska
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venerdì, 08 febbraio 2008

Cinque minuti per la luna

Cinque minuti per la luna
solo un'occhiata.
Devo andare.
Ho un altro appuntamento.
Cinque minuti per chiedere
dove sono riflessa
nel cielo notturno.
Nel posto giusto?
Manderò una qualche luce?
Durerà nel tempo?
Cinque minuti per riflettere.
Devo andare.
Ho molta fretta.
La luna aspetta serena
una mia rapida occhiata.
Salto in macchina
e mi sposto un po'
lungo l'eternità.
La luna riempie la mia mente.
Cinque minuti per la luna.

Betty Gilmore, Bitter Pill
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mercoledì, 30 gennaio 2008

30 gennaio 1948

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo.

Mahatma Gandhi
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mercoledì, 30 gennaio 2008

le donne come me

Le donne come me,
si scordan di guardarsi nello specchio,
escon di casa con i capelli incolti,
la fretta e la paura del ritardo;
si veston di colori forti e chiaroscuri.
Dentro le tasche tengon stretti i pugni,
han piedi nudi e dentro agli occhi il sole.
Le donne come me ripartono da capo ogni mattino,
han conti da pagare ed altro a cui pensare;
leggon socchiudendo un po' le labbra per lo stupore
e a volte ritornano sulle parole;
han bisogno di tempo per capire,
han bisogno di sogni da inseguire.
Le donne come me, eterne bambine,
hanno storie da raccontare a chi le sa sentire.


da Pensieri Liberi, Pietronilla Notarantonio
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martedì, 22 gennaio 2008

alla luna

Alla luna

Sei pallida per la stanchezza
d' arrampicarti in cielo e guardare sulla terra,
e andar vagando sola
fra le stella che hanno diversa nascita,
sempre cambiando, come un occhio senza gioia
che non trova oggetto degno della sua costanza?
Tu, sorella eletta dello Spirito,
che ti contempla finché in te si dispera

P. B. Shelley
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giovedì, 17 gennaio 2008

Presi in Mano la mia Forza -
E andai contro il Mondo -
Non era certo la stessa che Davide - aveva -
Ma io - ero due volte più ardita -
Presi la mira col Sasso - Ma proprio Io
Fui fra tutti l'unica che cadde -
Era Golia - troppo grande -
O ero io - troppo piccola?

Emily Dickinson
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mercoledì, 09 gennaio 2008

Tu non le puoi vedere;
io, si.
Terse, rotonde, tiepide.
Lentamente
vanno al loro destino;
lentamente, per indugiare
più a lungo sulla tua carne.
Vanno verso il nulla; non sono
che questo, il loro scorrere.
E una traccia, verticale,
che si cancella subito.
Astri ?
Tu
non le puoi baciare.
Le bacio io per te.
Sanno; hanno il sapore
dei succhi del mondo.
Che gusto nero e denso
di terra, di sole, di mare!
Restano un istante
nel bacio, indecise
fra la tua carne fredda
e le mie labbra; infine
io le prendo. E non so
se erano davvero per me.
Perché io non so nulla.
Sono stelle, o segni,
sono condanne o aurore?
Ne' guardando ne' coi baci
ho imparato che cos'erano.
Ciò che vogliono resta
là indietro, tutto ignoto.
E così pure il loro nome.
(Se le chiamassi lacrime
nessuno mi capirebbe).

Pedro Salinas
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domenica, 30 dicembre 2007

varie ed eventuali

C'è un piccolo libro che mi sta molto a cuore perchè è il primo libro che il Pinguino mi regalò, oramai 3 anni e mezzo fa e perchè è una raccolta di poesie d'amore delicate, non banali, scritte con mano leggera e pensiero arguto.
Il libro si intitola Varie ed eventuali e l'autrice è Francesca Fosca.
Non vi dico che sorpresa e che piacere, qualche giorno fa, ricevere una mail direttamente dall'autrice che, cercando traccia della sua produzione in rete, è approdata su Vita Stordita, il mio primo blog.
Il libro lo tengo sempre accanto a me e ancora una volta, come mi è successo in questi anni, scorrendolo ho trovato le parole giuste che rendono, splendidamente, quanto mi passa per la testa.

Tempo di dimenticare

Quanto ci hai impiegato?
Un giorno?
Un mese?
Un anno?
Di più. Non ha funzionato.
Centoventicinque minuti
e tutto è crollato.
Mi è bastato uno sguardo
per capire
ti è bastato un sorriso
per morire.
Ma un bacio, quello no, non era sufficiente
l'atmosfera
era
troppo seducente
per fermarsi un istante a ragionare.
Un secondo, un secondo soltanto ci è bastato
per bruciare.

Francesca Fosca
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lunedì, 17 dicembre 2007

Per ogni giorno due misure:
la sua durata intrinseca
e un'altra, più estesa, conferita
dalla speranza o dall'orrore.

E l'eterno sarà
velocità o riposo
per essenziali segni
con essenziali leggi.

Morire non è andarsene:
sulla massa perfetta
della sentenza,
nessuna zona nuova:
resterai quel che sei.

Emily Dickinson
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lunedì, 10 dicembre 2007

Quando saremo due saremo veglia e sonno,
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso.

Erri De Luca

Genova Nervi
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