Alla soglia dei 40 anni e oramai raggiunta la pace dei sensi, attorniata dai felini come ogni babbiona incarampanita che si rispetti, anche io posso finalmente intraprendere con entusiasmo la carriera di consolatrice dei cuori in affanno ed elargire ai gggiovani perle di saggezza poichè, ahimé, non posso più dare il cattivo esempio.
E dunque, inauguriamo l'angolo della posta del cuore con la lettera di A. che mi fa sapere:
"... di lei mi piace tutto direi e quindi la voglio assolutamente conquistare. Lei e' molto timida e riservata e mi sta tenendo un po a distanza, anzi lei e' moolto diffidente. Secondo te e' meglio scriverle/chiamarla spesso o e' meglio che la lascio tranquilla??? sono curiosissimo di sapere cosa ne pensi".
Caro A., anzitutto grazie per aver deciso di riconoscerrmi il ruolo di V.O.I.C.Z.E.P.M.P.G. (Very Old Italian Carampation Zitell Eterosexual Praticant Manc Pe' Gnentt).
Mi chiedi consiglio su come infinocchiare la pulzella ed io ti esorto a ricordare i classici: in medio stat virtus, che non significa che la devi salutare con il dito alzato, ma vuol dire che la virtù sta nel mezzo e dunque comportati di conseguenza.
Non chiamarla mai difficilmente sarà interpretato come un "quanto è gentile e rispettoso verso i miei spazi" ma piuttosto come un "non gliene fotte un beneamato di me".
D'altro canto, innondarla di telefonate e mail potrebbe farla sentire novella Turner a Forte Apache.
Non è carino, per niente proprio.
E quindi?
Qundi sii presente ma non assillante, sollecito ma non asfissiante, gentile ma non melassoso, attento ma non inquisitore.
Chiamala ma non troppo,, corteggiala ma non scartavetrarle le ovaie.
Insomma, comportati come quello che non sei per almeno un paio di mesi, falla capitolare e poi riprendi pure le tue vere sembianze. E anche fiato.
Un caro saluto, un grosso in bocca al lupo e, mi raccomando, continua a leggerci!