Chiedi la luna

...ma non rimanerci troppo male quando ti accorgi che non riesci ad averne nemmeno la brutta copia.

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venerdì, 13 giugno 2008

il divo

Sono rimasta inchiodata alla poltrona per poco meno di due ore quasi senza tirare fiato.
A mano a mano che le inquadrature si susseguivano sullo schermo, ripetevo mentalmente: perfetto, perfetto, perfetto.
Spesso mi alzo dalla sedia con qualche perplessità sul film appena visto, ma non per Il Divo di Claudio Sorrentino, goduto solo ieri sera mentre fuori dal cinema infuriava il diluvio universale (e magari non era un caso, ecco).
La costruzione e il taglio delle scene, le inquadrature (su tutta, il brindisi che sembra una foto di gruppo dei capisaldi della corrente andreottiana, fra i quali il divo emerge lentamente per poi incombere su tutte le altre figure), le ambientazioni ora quasi barocche ora pressochè monastiche, quella vena grottesca che in qualsiasi altro autore mi irrita ma non in Sorrentino, le interpretazioni perfette (Servillo, Bonaiuto, Degli Esposti, Bucci, Bosetti) fanno de Il Divo un film di cui non vergognarsi come l'ennesima mediocrità italica.
Gli attori prestano faccia e anima ai loro personaggi senza farne caricature scontate o macchiette senza spessore, con un'ironia che qualche volta si fa feroce.
Vent'anni di storia italiana, vent'anni di delitti, misteri, intrighi di potere.
Moro, Pecorelli, Dalla Chiesa, Falcone, Lima, Calvi, Ambrosoli, Sindona e poi i suicidi eccellenti di Tangentopoli.
Vista da fuori, vent'anni dopo, la storia nazionale sembra un incubo, un romanzo a tinte fosche, un thriller con troppi morti e pochi colpevoli, un labirinto pericoloso nelle cui strettoie Andreotti si muove placido e implacabile, come fra i faldoni del suo archivio personale.
Da vedere, vedere, vedere e meditare.








Il Divo, Italia 2008

di
Claudio Sorrentino

con
Toni Servillo
Anna Bonaiuto
Flavio Bucci
Piera Degli Esposti
Giulio Bosetti
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categoria: film


martedì, 13 maggio 2008

cinestesia

La tivvù non la guardate dal 1965, il vostro pub preferito osserva il turno di chiusura e il/la moroso/a non è in vena di accoppiamenti.
Vi piace il cinema di qualità, amate la buona musica e gigggi d'alessio non sapete nemmeno chi sia.
Che fare, dunque, di martedì sera?
Ma venire a Pavia, ovvio, perchè a SpazioMusica torna Cinestesia, grandi film dell'epoca del muto con accompagnamento musicale dal vivo.
Sempre loro, sempre bravi, i bluEsForCe.



Questa sera, Lulù o il Vaso di Pandora.
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categoria: musica, film


sabato, 22 marzo 2008

persepolis

Volevo scrivere che sono andata al cinema a vedere Non è un paese per vecchi e che il film mi è piaciuto anche se molto violento e che comunque i Coen son bravi oh quanto son bravi i Coen, però il giorno dopo ho visto un film ancora più bello e così vi invito a vedere Persepolis.
Persepolis è un film di animazione, nulla a che vedere con i fantasmagorici lavori della disney o della pixar: disegni semplici, lineari, con il presente a colori e la trama dei ricordi affidata al bianco e nero per raccontare la storia di Marjane (che firma la regia insieme a Vincent Paronnaud), bambina a Teheran, testimone del passaggio dallo Scià alla Rivoluzione Islamica, adolescente esule a Vienna durante la guerra Iran-Iraq, giovane donna ancora nel suo paese e infine di nuovo in fuga da una terra che è diventata oppressione e intolleranza.
L'occhio di Marjane è attento, preciso, mai didascalico, ironico e leggero quando serve, drammatico e spietato senza essere eccessivo e la narrazione corre veloce e spedita, senza intoppi, senza smagliature, senza cedimenti.
Da vedere e da ricordare.



Persepolis, Francia-USA 2007, di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud.
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categoria: film


martedì, 18 marzo 2008

come vinsi la guerra



Pavesi! Limitrofi! Cinefili e fancazzisti!!
Questa sera torna a SpazioMusica l'appuntamento con Cinestesia, rassegna di film muti pregevolmente accompagnata dalle note dei bluEsForCE.
Perchè non esserci?
Perchè abbruttirsi davanti alla tv?
Perchè non venite e già che ci siete mi offrite da bere??
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categoria: film


martedì, 12 febbraio 2008

cinestesia - aurora

Film d'autore e musica dal vivo, ancora una volta, a Spazio Musica, Pavia.
Sullo schermo Aurora, il capolavoro del muto firmato Murnau, dietro lo schermo, i bluESforCE a improvvisare un'inedita colonna sonora.
Questa sera, 22,15.
Ci venite pure voi, vero?



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categoria: musica, film


martedì, 29 gennaio 2008

notturno bus

Non ho voglia di nulla di serio e mattonoso, ma se spulcio nella mia collezione filmica non trovo molte commedie, tranne quelle di allen che ancora un po' conosco a memoria.
E così questa sera, scartati una decina di titoli per eccesso di seriosità, dal mazzo pesco Notturno Bus, commedia italiana del 2007 firmata da davide marengo che mi aveva incuriosita per la presenza di valerio mastandrea e di giovanna mezzogiorno.
E pesco bene, ne convengo.
Quelli che si lamentano del minimalismo introspettivo del cinema italiano sono serviti: in Notturno Bus ci sono le leggerezze della commedia sentimentale, gli intrecci della spy story in salsa vento dell'est, un pizzico di pulp alla tarantino, mescolati con ritmo e senza mai prendersi troppo sul serio.
Franz è un conducente di autobus braccato da un gorilla con il cuore tenero per debiti di gioco; Leila è una truffatrice ad alto tasso seduttivo che finisce suo malgrado nel mirino di spietati agenti segreti disposti a tutto pur di mettere le mani su un microchip.
Il resto sono lunghe scivolate nei toni blu di una roma notturna, inseguimenti, doppi e tripli giochi, battute leggere e una gran bella colonna sonora.
Bravi gli attori, dalla mezzogiorno allo stralunato mastandrea,  dal gelido citran all'esagitato pannofino.
Come dire: un paio d'ore spese bene.



Notturno Bus, Italia 2007
Regia di  Davide Marengo
Con: Giovanna Mezzogiorno, Valerio Mastandrea, Ennio Fantastichini, Roberto Citran,  Francesco Pannofino.
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categoria: film


martedì, 08 gennaio 2008

cinestesia

Annunciazio'! Annunciazio'!
Pavesi e non pavesi, questa sera a Spazio Musica riprende Cinestesia, iniziativa per raffinati palati cinefili.
Sullo schermo La febbre dell'oro, sul palco, dietro lo schermo, la musica dei  bluEsForCe, special guest Mariano Nocito al violoncello.
Spegnete quei cazzo di televisori, buttate i telecomandi nel cestino, alzate le chiappe e troviamoci a Spazio alle 22!

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categoria: film


mercoledì, 12 dicembre 2007

La passion de jeanne d'arc

Non mi ha fermata la tosse, non mi ha fermata il raffreddore, non mi han fermata la nebbia e nemmeno il ghiaccio: imbottita di sciroppo, munita di guanti, giaccone e maglione a collo alto, dopata di gin lemon per potenziare l'effetto dello sciroppo, ieri sera ho assistito alla proiezione di La passion de Jeanne d'Arc, mirabile film muto del 1928 che non vedevo dai tempi del corso di storia e critica del cinema (secolo scorso, per intenderci).
Anche solo il bellissimo viso di Renée Falconetti meritava lo sforzo: 80 minuti (siamo di fronte alla terza edizione di questo travagliatissimo film di cui trovate la storia qui), gran parte dei quali impegnati dagli sguardi segnati dalla sofferenza di giovanna d'arco, vittima della chiesa e della politica ancor prima che della sua follia.
La chicca approntata da quelli di SpazioMusica è stata di accompagnare il film con musiche eseguite dal vivo e improvvisate.
Et dulcis in fundo, che cosa ho trovato per voi sul tubo??
Ma l'intero film, tutto per voi!
Vi ho resi felici, lo so...

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categoria: film


martedì, 20 novembre 2007

Il tuo più tenue sguardo

Il tuo più tenue sguardo
facilmente
mi aprirà
benché abbia chiuso me stesso
come dita sempre mi apri
petalo per petalo
come la primavera fa
toccando accortamente
misteriosamente
la sua prima rosa
e io non so
quello che c'è in te
che chiude e apre
solo qualcosa in me
comprende
che è più profonda
la voce dei tuoi occhi
di tutte le rose
nessuno
neanche la pioggia
ha così piccole mani

Edward Estlin Cummings
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categoria: poesie, film


martedì, 13 novembre 2007

radio days

Quando Woody Allen sapeva ancora fare buoni film: fra Brooklyn e Manhattan, i grandi pezzi classici della musica anni '30 e '40 ci guidano sul filo dei ricordi di Joe/Woody, bambino ebreo che cresce in una famiglia numerosa e chiassosa sognando ad occhi aperti miti che mescolano etere e realtà.
Tra sorriso e commozione, l'America sogna e vagheggia la vita dei divi radiofonici e attraversa quasi indenne la guerra; le epurazioni della caccia alle streghe sono ancora lontane e ci si può illudere che questo è il migliore dei mondi in cui viviamo.
Ma questa è l'America! protesta la zia di Joe, quando il marito le ricorda che in quel ristorante chic che lei sogna non la farebbero entrate in quanto ebrea.
I ricordi di Joe, la caccia al marito di zia Bea, la carriera della sigaraia Sally, i litigi coniugali: amarcord dolce e malinconico di un film che vale sempre la pena rivedere e riascoltare.



Radio days, USA 1987
Regia: Woody Allen
Con Mia Farrow, Dianne Wiest, Julie Kavner, Seth Green.
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categoria: film


giovedì, 08 novembre 2007

manhattan

Ecco, io credo che questo sia in assoluto l'incipit cinematografico che preferisco, anche se Manhattan non è il film di Allen che amo di più pur vantando battute a dir poco geniali.
Nota bene:  non è uno di quei film da ri-ri-ri-rivedere in particolari serate di ricordi e rimpianti.
Sic.

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categoria: film, affari di


martedì, 30 ottobre 2007

i giorni e le nuvole

Dopo la pausa leggera di Pane e tulipani e Agata e la tempesta, Silvio Soldini torna con una storia di disgregazione sociale ed economica, specchio doloroso e realistico dei nostri tempi.
Elsa e Michele sono una coppia non più giovanissima, colta e benestante.
Lui imprenditore, lei fresca di laurea e restauratrice a tempo perso, una figlia che vive ormai fuori casa e una vita ben avviata sui binari del benessere: una casa elegante, molti amici, viaggi interessanti.
Basta poco però perchè il castello si disgreghi: Michele perde il lavoro e la propria identità, Elsa è costretta ad arrabattarsi fra call center e impieghi notturni, la casa viene venduta e le loro coordinate esistenziali mutano a 180°.
Nel film di Soldini si respira l'aria di mare di Genova e la precarietà dei nostri giorni, fatta di code ai job center e di flessibilità portate all'estremo, di poche certezze e basi che si disfano sotto i piedi all'improvviso.
Bravo Antonio Albanese, misurata la Buy che incarna l'ennesimo ruolo di moglie ma, se non altro, meno isterica rispetto al suo solito.
Finale di buon impatto visivo (loro due stesi ad ammirare un fintocielo trapuntato di fintestelle), un po' scontato e buonista: sarà l'effetto di questa nuova era veltroniana?



I giorni e le nuvole, di Silvio Soldini, con M. Buy e A. Albanese, Italia-Svizzera 2007
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categoria: film


lunedì, 29 ottobre 2007

io e annie

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categoria: film


mercoledì, 29 agosto 2007

manhattan

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categoria: film


venerdì, 27 luglio 2007

E morì con un felafel in mano

Aspiranti scrittori squattrinati, dark lady lesbo-streghe, gay inaciditi, bulimiche isteriche, tossici innamorati e non corrisposti, poliziotti violenti e omicidi.
C'è un'umanità varia, disperata ma mai doma, in E morì con un felafel in mano, commedia australiana datata 2000 e diretta da Richard Lowenstein, che basandosi sul romanzo di John Birmingham costruisce una storia assurda, a volte surreale, ritmata e di sicuro originale.
I giovani di Lowenstein veleggiano attorno alla trentina: non sono belli, non sono arrivati, non sono rampanti, non sono pienamente inseriti nel cosiddetto tessuto sociale e produttivo.
Sopravvivono,arrancano, tra sbronze colossali, fughe dai debiti e cuori infranti, convivenze caotiche e improvvisi traslochi, eterni bordeline in un mondo in cui non si riconoscono e che stanno a guardare, tra lo scettico e l'alienato.
Il filo conduttore del racconto è Danny, aspirante scrittore, sospeso fra Kerouac e Louise Brooks, che di convivenza in convivenza ci conduce da Brisbane a Sideny passando per Melbourne, in fuga dai debiti, dalle delusioni del cuore, forse da se stesso, in bilico sull'orlo del fallimento, umano e professionale.
Dialoghi surreali, battute fulminanti, personaggi stralunati e una buona colonna sonora che si apre con Golden Brown degli Stranglers e che quindi, da subito, ben predispone alla visione del film.
Vedetelo, e poi mi saprete dire.

La battuta:
"Cosa mi sta succedendo?  Mi viene tutto male. persino uccidermi mi viene male!".
"Sono sicuro che se riuscissi a concentrarti riusciresti a ucciderti meglio di chiunque altro".




E morì con un felafel in mano,
Australia 2000
Regia: Richard Lowenstein
Con:
Noah Taylor,Emily Hamilton, Romane Bohringer, Sophie Lee
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mercoledì, 30 maggio 2007

Lo Shortbus è lo scuolabus che negli USA accompagna a scuola i ragazzi handicappati.
Lo Shortbus è anche un locale off di Ney York dove si entra per passaparola e dove ognuno può essere quello che è o che vuole.
Gay, travestiti, drag, un’umanità allegramente disperata, colorata, orgiastica “come negli anni ’60 ma con meno speranza”.
E quindi avanti, sullo Shortbus c’è posto per tutti: per James e Jamie, coppia gay in crisi che cerca la soluzione nel rapporto a tre, per Sofia, consulente di coppia/sessuologa anorgasmica, per Severine, mistresse così alienata ai rapporti umani che nemmeno riesce a rivelare il proprio nome.
L’inizio, di questa seconda pellicola del provocatorio J.C. Mitchell, è da manuale: una lunga carrellata su una NY di plastica, sotto l’occhio benevolo (o beffardo?) della Statua della Libertà.
Seguendo il ritmo della musica (ottima colonna sonora), la carrellata plana sulla city in scala ridotta soffermandosi, di volta in volta, sui protagonisti del film.
Un giovane uomo impegnato in un’autofellatio, una coppia che esplora tutte le posizioni del kamasutra, la dominatrice che frusta il cliente.
Mitchell non ci risparmia nulla: organi genitali, primi piani, eiaculazioni, orge e ammucchiate.
Man mano che la narrazione prende corpo, tuttavia, le scene di sesso vengono sfumate, quasi fossero servite all’inizio a mostrarci la carta di’identità dei personaggi per poi essere superate dalla narrazione medesima.
Il primo tempo fila via liscio e convincente: i personaggi si incontrano, le loro vite si intrecciano, la loro disperazione è la disperazione di una New York che si sveglia attonita dopo l’11 settembre (e nessun film americano, a quanto pare, riesce a fare a meno di citarlo).
“A New York tutti vengono per espiare”.
Nel secondo tempo, ahimè, la tensione narrativa cala, le soluzioni si fanno prevedibili, a tratti banali.
Il tentativo di suicidio di Jamie, la redenzione di Severine, la coppia che s-coppia ma che pare trovare nel benevolo reciproco tradimento la soluzione a tutti i mali (nulla di più vicino allo sdoganamento del borghesissimo tradimento travestito da trasgressione).

E dunque?
E dunque  guardatevi questo film, provocatorio a metà, riuscito a metà, originale a metà ma che almeno ha il merito di farsi guardare fino alla fine senza far venire l’intenso desiderio di premere il tasto off.



Shortbus, USA 2006
Regia: John Cameron Mitchell
Con:
Raphael Barker, Lindsay Beamish, Justin Bond, Jay Brannan, Paul Dawson, PJ DeBoy, Peter SticklesLee Sook-Yin
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venerdì, 16 marzo 2007

Se non fosse che L'Hammam - Il bagno turco, è un film di rara bellezza, se non fosse che Le fate ignoranti ci era piaciuto malgrado Stefano maxibon Accorsi, se non fosse che abbiamo una simpatia esagerata per Serra Ylmaz, sul buon Ferzan Ozpetek avremmo messo un bel pietrone da tempo, bollandolo con uno sconsolante: l'alunno ha le capacità ma non si impegna.
Invece ci ostiniamo a visionare ogni suo nuovo lavoro, sospirando ogni volta per la mancata buona occasione.
Con questo suo Saturno contro, il regista di origine turca non tocca gli abissi di Cuore Sacro, per carità, ma ci fa rivalutare alla grande La finestra di fronte, che allora non ci era parso un capolavoro ma che ora, al confronto, fa quasi gridare al miracolo.
Con Saturno contro, Ozpetek torna a fare quello che gli riesce meglio e cioè raccontare i legami e le dinamiche fra le persone: amanti, amici, genitori e figli.
Qualcuno lo ha definito un film corale ma non scomodiamo Altman, qualcun altro ha evocato il Grande freddo, ma non esageriamo.
Semplicemente, il film narra le vicende di un gruppo di amici che (come succedeva anche ne Le fate ignoranti) gravita attorno a una coppia gay dando vita ad una sorta di grande ed eterogenea famiglia allargata.
C'è la single nevrotica e drogata e c'è il single omosessuale, c'è la coppia scoppiata e c'è la coppia apparentemente poco azzeccata che invece tiene.
Ozpetek sfiora temi importanti come i diritti delle coppie di fatto ma non entra nel merito e imbastisce un film che brutto non è ma che convince solo a metà, perchè non lascia il segno e anzi una sensazione come di incompiutezza.
Bravi gli attori: sorprendenti Luca Argentero (ex grande fratello) e Ambra Angiolini (ex sgallettata di Boncompagni), piacevoli conferme per Pierfrancesco Favino, Serra Ylmaz, Ennio Fantastichini e brave pure la Ferrari e la Vukotic.
Senza parole per Accorsi: sembra che oramai in Italia non si riesca a girare un film senza di lui, detentore di un'unica espressione da maxibon che sfoggia in tutte le occasioni, dalla gioia sfrenata al pianto irrefrenabile.
Piumone pietoso per la Buy che pure adoro: oramai recita lo stesso ruolo di donna problematica ma controllata ma nevrotica ma leale e tradita da troppi film.
Qualcuno, gentilmente, le troverebbe un nuovo personaggio da indossare?

Giudizio finale: 6 1/2, con il mezzo punto di incoraggiamento.


SATURNO CONTRO, di Ferzan Ozpetek.

Con Stefano Accorsi, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino, Luca Argentero, Ambra Angiolini, Serra Yilmaz, Ennio Fantastichini, Isabella Ferrari, Filippo Timi, Michelangelo Tommaso, Milena Vukotic, Luigi Diberti, Lunetta Savino.
Genere Drammatico, colore
Produzione Italia 2006.

postato da ehvvivi alle ore 12:41 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: film


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