Chiedi la luna

...ma non rimanerci troppo male quando ti accorgi che non riesci ad averne nemmeno la brutta copia.

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martedì, 19 agosto 2008

nude per l'autostima

Nude per l'autostima

Perchè le donne, tutte le donne, imparino ad accettare il proprio corpo per quello che è e non per quello che dovrebbe essere secondo i folli canoni imposti dai media.
65 donne di Adelaide hanno accettato di posare nude: magre o rubensiane, giovani o meno giovani, hanno voluto spogliarsi senza vergogna per testimoniare quanto il corpo femminile possa essere bello indipendentemente da quanto giornali e tv vogliano farci credere.
Qui trovate il sito dell'iniziativa.

Se personalmente accetterei di partecipare a una simile iniziativa?
Ah, ma io ho il mio personal trainer dell'autostima.
Ogni volta che mi lagno di essere "brutta grassa e vecchia", il Pinguino si incazza e mi smolla una manata sulla cellulite.
Rozzo ma efficace.
 
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giovedì, 07 agosto 2008

gran dama del pisello

Di link in link, qualche giorno fa sono capitata su un blog e me lo sono letto tutto. Ma tutto tutto.
Io sono una pessima bloggheressa: scrivo assai, leggo poco, commento così.
Ma qui mi sono appassionata ed ho trovato una persona particolare.
Potrei scrivere speciale, potrei dire eccezionale, ma per il poco che la conosco rischio la presa per il culo a vita.
Le ho scritto e lei per tutta risposta mi ha nominata Gran Dama del Pisello.
Son cose.
E così ecco a voi Sua Altezza Reale la Principessa sul Pisello MARINA.
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mercoledì, 06 agosto 2008

appunti

Sei mesi e mezzo, 25.
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giovedì, 19 giugno 2008

tempo permettendo...

...stasera Paolo Jannacci Trio.
A Voghera, ore 21,30, piazzetta Provenzal.
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giovedì, 19 giugno 2008

Repubblica sta raccogliendo on line le frasi più odiose che ci sentiamo rivolgere dai nostri capi.
Il cavallo di battaglia del mio ex vicecaposervizio era: questo è un lavoro che puoi fare solo tu.
Trattavasi in genere di lavoretti dimmerda, noiosi, poco gratificanti e, al solito, poco remunerativi.
Cascataci le prime volte (a 18 anni appena compiuti si è proprio dei puri), avevo poi imparato a difendermi con un: ok, capisco, il solito lavoro di merda. In quanti ti hanno già detto di no?
postato da ehvvivi alle ore 10:38 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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giovedì, 19 giugno 2008

vostra signora della perplessità

Giusto per amor di patria linko il programma di Fare Festival, che l'anno scorso mi aveva tanto entusiasmato e che gli anni prima ci aveva regalato appuntamenti gustosi.
E aggiungo solo che quest'anno fanno pure pagare.
Mah...


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mercoledì, 18 giugno 2008

appunti

4 mesi e mezzo, 18 kg
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mercoledì, 18 giugno 2008

fuor d'acqua

Ma perchè, a voi piace la nuova disposizione dell'Iper?
Il mio sguardo non deve essere di quelli più acuti mentre cerco nel repertorio un'espressione un po' meno di assente.
Ehvvivi e centro commerciale sono due concetti che fra di loro non si coniugano per niente ed io mi chiedo come abbia fatto la discussione a declinare verso l'argomento negozi - supermercati - ipermercati.
Ma non stavamo parlando del Portogallo? Ma non si stava dicendo quanto sarebbe bello andare a Istambul?
Mo' che c'entrano i negozi della galleria dell'iper dove per altro non ho mai messo piede in 2 anni?
La tipa davanti a me discetta sul cambiamento dei banchi della salumeria: non è antipatica e secondo me nemmeno scema.
Non troppo, ecco.
Cerco di sviare il discorso e le domando dove andrà in ferie quest'estate.
Alassio, risponde. Poi riprende a sbancalare.
Ah, ecco.
E ieri sera, dalla tabaccaia?
Vai a casa a fare il tifo? mi hanno chiesto.
E io: per cosa?
Occhiatacce di riprovazione da parte loro.
Ho così appreso che in qualche punto d'Europa, la nazionale avrebbe giocato una partita abbastanza importante.
Spiego che no, io non guardo la tv, anzi, a voler puntualizzare, io non possiedo una tv.
Mi guardano compassionevoli: ma guarda che adesso - spiegano con una certa delicatezza - non costano troppo.
...
Sigh.
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martedì, 17 giugno 2008

Partenze



(Mario Rigoni Stern e Marco Paolini)
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sabato, 14 giugno 2008

maria

Una luce fioca e poco convinta filtra dalle persiane serrate: le 5, forse le 6 del mattino. A dirmi l’ora nessuna sveglia od orologio ma la consuetudine che da anni (secoli?) mi spinge ad aprire gli occhi poco prima o poco dopo l’alba.
Mi rigiro su questo materasso scomodo e lo sguardo vaga sui contorni dei pochi oggetti che mi sono diventati stanza, casa, mondo.
Un vecchio comò sbilenco, un tavolino, una vaschetta di plastica scolorita dall’uso, stracci che sarebbero abiti.
L’umidità sui muri scrostati disegna ampie geografie, terre lontane, poi fiori e, se mi concentro, volti e sguardi.
Concentrarsi, già.
E’ faticoso, appuntare l’attenzione e la memoria. Dopo qualche minuto i pensieri scappano e io non riesco a inseguirli e ad acchiapparli.
I pensieri fuggono e sembrano schernirmi. Diventano voci insolenti e cattive.
Mi dicono pazza, pazza, pazza.
Anche la mamma mi chiama pazza.
E i miei fratelli, anche loro, mi chiamano pazza.
Io vorrei trovare le parole giuste per gridare loro la mia normalità, vorrei scovare parole giuste, rotonde e potenti, ma la paura le scioglie nella gola.
Diventano rantoli, sussurri, gorgoglii indistinti e senza efficacia.
Fabio non mi chiama pazza, ma nemmeno mamma.
Non mi chiama.
Sembra ignorarmi, finge che io non esista e non sia mai esistita.
Le poche volte che l’ho intravisto nel corridoio, l’ho sorpreso a lanciarmi sguardi fuggevoli.
Curiosità? Pietà? Disprezzo?
Non riesco a capirlo.
E’ bello, mio figlio, alto e dritto come lo era suo padre.
Mi è sfuggito dalla memoria, il volto di suo padre.
Ricordo solo la sua figura alta e imponente su di me, che sono piccola, secca e asciutta come il letto di un fiume riarso.
Ricordo le sue mani scure e il suo odore di sale che nemmeno il tanfo di questa stanza è riuscito a coprire dopo tanti anni.
Tanti anni, sì.
Quanti, non so.
Ho perso il conto delle ore, dei giorni, dei mesi. Ho perso il conto delle stagioni e i ricordi si affastellano gli uni sugli altri, ora netti e distesi, ora confusi e accartocciati.
Pazza, sei pazza, mi ripete mamma, con una voce che negli anni ha smesso di essere dura e cattiva.
Non c’è nemmeno più disprezzo nelle sue parole, ma una sorta di ineluttabilità.
C’è chi nasce bianco e chi nero, chi maschio, chi femmina, io sono nata pazza e questo è il mio posto, lontana dal mondo in cui non ho diritto a stare.
Mi fa male la testa, non devo pensare perché i ricordi si confondono, prendono a girarmi attorno in una danza veloce che mi dà vertigini e paura.
Sento la chiave che gira nella serratura: deve essere mamma, che entra ogni mattina a portarmi quello che sarà colazione e pranzo e cena.
Un giro, due giri, il cigolìo dei cardini e il rumore del legno che cede un poco.
Lo stesso rumore da tanto tempo, lo stesso rumore di tanti anni fa.
Tu da qui uscirai morta, aveva urlato mamma.
E quelle parole, mi avevano fatto più male delle botte, degli schiaffi e dei calci.
Vergogna, disonore, peccato.
Io non capivo: perché vergogna? Perché disonore? Perché peccato?
Non c’era vergogna nelle mani di quell’uomo alto e forte quando mi abbracciava e mi avvolgeva tutta quanta, non c’era disonore nelle sue parole amorose, non c’era peccato nella sua pelle ruvida e scura, buona da carezzare e mordere come la crosta del pane.
Una mano posata leggera sulla mia spalla mi aiuta a scrollarmi da dosso i ricordi.
Sussulto.
E’ una mano diversa, che non conosco.
Alzo lo sguardo e incontro gli occhi di un uomo mai visto: mi dice qualcosa ma la paura è un ronzìo che mi assorda ed io non lo capisco.
Mi fa cenno di alzarmi, mi aiuta a coprirmi.
Dietro di lui altri uomini.
Ho paura.
Mi alzo, cado carponi e carponi fuggo in un angolo della mia stanza (casa, mondo).
Accartoccio le gambe, mi abbraccio la testa.
Lasciatemi qua.

(Liberamente ispirato alla storia di Maria)
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martedì, 10 giugno 2008

La gelosia è un mostro dagli occhi verdi che schernisce la carne di cui si nutre

W.S., Otello
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martedì, 10 giugno 2008

mani in alto

Tendenzialmente, compero solo frutta e verdura di stagione.
Tendenzialmente, compero frutta e verdura che provengono dal suolo nazionale (minor tratte da percorrere, minor carburante impiegato per il trasporto ecc ecc).
Meglio ancora se si tratta di prodotti che vengono dalla mia zona.
Ma le ciliegie 10 euro al chilo al 10 di giugno mi sembra una rapina...
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lunedì, 09 giugno 2008

la stagione dei monsoni

Stavo per uscire a far la spesa e non mi trovo sulla testa un temporalone coi fiocchi, con tanto di tuoni fulmini e saette?
Ma come?
Qualche ora fa non c'erano un caldo becco e un sole scintillante?
La stagione dei monsoni, appunto.
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sabato, 07 giugno 2008

preghiera dello spacciatore disinformatico

Ti prego, signore dei computerai, dammi ancora settimane così, ancora, ancora e ancora.
Voglio continuare a lavorare fino all'una di notte, saltare i pranzi, non avere il tempo di aggiornare il blog, mettere il naso fuori dalla porta a negozi chiusi e tornare a casa davanti a un frigorifero vuoto.
Fai che questa settimana non rimanga orfana e isolata ma reitera questo stato di grazia per almeno 11 mesi all'anno.
Amen.
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giovedì, 05 giugno 2008

blog di privata utilità

Amati scrutatori bloggatici, qualcuno fra di voi mi sa dire qualcosa su Lisbona?
E' prematuro, ma hai visto mai che in autunno le 4 dell'oca selvaggia non decidano di starnazzare fin là...
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giovedì, 05 giugno 2008

tessera n.° 1 erode fans club

Tre giorni tre di vacanza con galline adulte più n.° 1 pargola seienne (per non parlar del cane) mi hanno dato la conferma che non sono tagliata per fare la madre e che al mio confronto la matrigna di biancaneve e quella di cenerentola erano due simpatiche dilettanti.
Ho sublimato i peggiori momenti di lagna della seienne con innominabili fantasie in cui la vendevo al mercato nero degli organi e se durante una sua crisi di nervi (perchè al bar non avevano succo di pomodoro, perchè avremmo desiderato cenare fuori casa invece che a casa, perchè salamadonna visto che ogni 30 secondi era un pianto inenarrabile) io iniziavo a sorridere, state sicuri che in quel momento fantasticavo di legarla al guardarail dell'autostrada e ivi abbandonarla a ingrato destino.

Momenti da incorniciare:

6enne: gnèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè (aveva fame)
Io: sei una temperacazzi.
6enne: gnèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè (a mezzanotte l'è preso il birillo di giocare con il nintendo lasciato sull'auto e ha obbligato la madre a uscir di casa per recuperarlo)
Io: perchè non c'è mai un serial killer quando serve?
6enne: gnèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè (non voleva cenare fuori casa)
Io: va bene, rientriamo, io questa qui che rompe i coglioni per 2 ore non la reggo.
6enne: gnèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè (al bar non avevano succo di pomodoro)
Io: ce la fai a non rompere i coglioni per più di 5 minuti?

A me la Montessori mi fa un baffo.
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giovedì, 05 giugno 2008

assodato

Dal Portogallo sono approdati su questo blog attraverso la chiave di ricerca ehvvivi "se la tira".
Ah, è così dunque.
Oramai lo diamo per assodato, eh?
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martedì, 03 giugno 2008

SODDISFAZIONI

Tornare dalle vacanze e guardare gli altri visi pallidi dall'alto della tua meravigliosa scottatura.
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martedì, 03 giugno 2008

2 giugno

Avete celebrato la festa della Repubblica?
Sì?
Ecco, bene, bravi, fatelo, prima che ce la tolgano.
Non la festa, la Repubblica.
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venerdì, 30 maggio 2008

SODDISFAZIONI

Una delle cose più belle che mi sian state dette negli ultimi tempi:

...sei tra le cose migliori insieme al maalox per affrontare la seconda venuta del nano d'arcore.
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venerdì, 30 maggio 2008

curiosità gatta

Sbirciando gli accessi (va bene, lo confesso, mi diverto troppo a vedere le chiavi di ricerca), mi sono accorta che ieri lo stesso ip è entrato qui un'infinità di volte, a partire dalle 8,30 del mattino fino alle 18 di sera (orario d'ufficio).
Questa mattina ha già fatto due visite.
'Mmmazza quanto son curiosa!
Ma presentati! Ma parliamo! Ma chi sei?
E soprattutto: ma cosa devi espiare, venendo qui più volte al giorno?
postato da ehvvivi alle ore 10:25 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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venerdì, 30 maggio 2008

descrizione di un'insonnia

Ore 8: suona la prima sveglia.
Ore 8,30: suona la seconda sveglia.
Ore 8,45: sulle spalle ho una settimana di insonnia ferox e mi sfugge un grido di dolore: arghhhh...voglio dormire!!
Ore 9,30: esco di casa.
Ore 11: primi tentativi di connessione cerebrale.
Ore 13: pensiero fisso: stasera vado a letto alle 9, sto morendo di sonno.
Ore 16: pensiero fisso: stasera vado a letto alle 9, sto morendo di sonno.
Ore 17: pensiero fisso: stasera vado a letto alle 9, sto morendo di sonno.
Ore 18: pensiero fisso: stasera vado a letto alle 9, sto morendo di sonno.
Ore 19: vedi sopra.
Ore 20: cena
Ore 21: spalettamento lettiere. Ho quasi sonno.
Ore 22: bucato steso. Non ho poi tanto sonno.
Ore 22,30: telefonata. Mi sta passando il sonno.
Ore 23,30: telefonata.
Ore 24: mi corico.
Ore 01.00: mi alzo.
Ore 03,22: scrivo un post.

E si ricomincia...
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