Vengo da una famiglia di urlatori: mio padre non parla ma urla tanto da farsi sentire ad almeno 5 case di distanza.
Mia madre urla.
Il mio ex marito urlava.
Il mio ex suocero urlava.
Chiaro che con pregressi di questo tipo o diventavo una scimmia urlatrice (Alouatta palliata mexicana) oppure piombavo in un cupo mutismo da anacoreta.
Ho scelto la via di mezzo.
Non urlo (salvo, di media, un'urlata all'anno) ma sussurro.
E più mi arrabbio, più cala il tono della voce.
Tutti quanti (padre, ex marito, ex suocero) sono accomunati da un altro fattore: si infiammano per nulla.
E perdono le staffe.
Nel caso di ex marito ed ex suocero, la cosa fa direttamente pendant con lancio scriteriato di oggetti contudenti.
Nell'ordine, ho ricevuto in gentile omaggio al volo: un paio di forbici, una pentola, una confezione da 6 di yogurt, un voluminoso mazzo di chiavi.
Conseguenza: o diventavo la versione violenta e incazzosa di Hulk oppure la personificazione della santa pazienza.
Ho scelto la seconda via e in fondo è anche così che giustifico, almeno un pochino, il mio essere tanta.
Figuriamoci dunque se mi lascio scoraggiare da un Pinguino stressato e furente, campione olimpionico di incazzatura veloce, medaglia d'oro di permalosaggine, primatista dei 100 metri di sfuriata veloce.
Ma come fai a sopportarmi? mi ha chiesto qualche sera fa, in un barlume di autoconsapevolezza.
Mi aiuta molto la terapia psichiatrica che ho alle spalle, gli ho risposto pacata e conciliante, che mi permette di conoscere meglio me stessa e gli altri. Per definire il tuo comportamento esiste anche un preciso termine freudiano.
Ah sì? ha chiesto lui incuriosito. E quale sarebbe?
In termini strettamente medici e psicanalitici... carattere di merda!