Semaforo rosso, coda, stop.
Freno l'auto, abbasso l'aletta parasole e sbircio i capelli arruffati nello specchietto.
Capelli bianchi alle tempie (tinta da rifare), qualche rughetta nuova attorno agli occhi, due rughe più accentuate agli angoli della bocca.
Quasi 40 anni.
Non c'è santo che tenga: fra 14 mesi e mezzo avrò 40 anni, un'età, a quanto mi dicono in giro, in cui si fanno bilanci.
Eh, ma io i bilanci non li voglio mai fare: i rendiconti mi spaventano, guardarmi indietro fa male e in avanti non sono capace se non in ottiche pessimiste e apocalittiche.
Degna figlia di cotanti genitori, ne convengo.
Se mi guardo intorno...
No, meglio che non mi guardi intorno, perchè intorno vedo persone che da tempo hanno capito quello che vogliono dalla vita e quello che nella vita vogliono fare ed essere.
Donne che hanno scelta la carriera o la famiglia, oppure entrambe le cose.
Io a far la moglie ci ho provato e ho lasciato perdere e a fare carriera non ci ho nemmeno tentato perchè non confidavo nelle mie capacità. Nemmeno so, quali siano le mie capacità.
Fare figli?
Ma nemmeno per sogno.
Sogni? Progetti? Ambizioni?
Finire la terapia, guarire, essere in pace con me stessa, avere un uomo con cui stare bene, appagare le mie curiosità ed averne di nuove.
Sì, ma non si vive di solo intelletto e sentimenti, Vi'.
E la solidità economica? E le soddisfazioni sul lavoro? E avere una bella casa? Una buona posizione sociale?
Argomenti non pervenuti.
Non mi interessano, non riesco a farmeli interessare nemmeno se mi ci impegno, scatenando lo sconforto e la delusione in quei poveri cristi dei miei genitori che si ritrovano fra le mani una figlia che è il loro opposto.
E vai di sensi di colpa, miei, per non essere quella che loro avrebbero voluto.
Applauso.
Il guaio è che alla maggioranza delle persone che popolano il mondo occidentale, queste cose importano eccome: mutuo prima casa, mutuo seconda casa, promozioni, carriera, titoli e investimenti.
Mi ritrovo a far parte di una minoranza senza nemmeno averlo voluto.
E sicuramente non c'è un modo giusto e uno sbagliato di vivere. Ci sono solo modi diversi, ognuno dei quali rispettabilissimo. A parole, almeno, perchè poi nei fatti non è che tutti abbiano rispetto per me.
Quasi 40 anni: metà della mia vita (forse di più) se ne è andata e mica posso fare qualcosa per tornare indietro, per cambiare le cose, per adeguarmi.
E' andata così e mica ho sempre scelto. A volte è capitato e il risultato mi lascia piena di dubbi e perplessità.
Semaforo verde, riparto.