Entriamo nella camera e subito Gabriella volta la testa e ci guarda.
I suoi occhi si riempiono di lacrime: le sorridiamo di rimando e ci chiniamo su di lei per baciarla.
Capelli rasati, una cicatrice rossa e sottile sopra la nuca che intravedo quando solleva il busto dal letto, un cerotto sulla gola a coprire la ferita della tracheotomia.
Le prendo una mano, la mano sana, quella che lei è in grado di governare, e gliela bacio.
Gabriella, da dietro le lenti da miope, sgrana e gli occhi e riprende a piangere.
Ai piedi del letto, la figlia, a lato il marito, che le parla allegro e le massaggia la mano e il braccio su cui lei non ha più il controllo.
E' accudente, il marito, premuroso e attento senza essere stucchevole.
Le raccontiamo, io e Maria, che le compagne del gruppo di terapia la salutano, che la pensiamo sempre, che anche le dottoresse si preoccupano per lei e chiamano spesso i suoi medici per essere aggiornate sulla sua salute.
Gabriella ci guarda e capisce. Capisce e cerca di risponderci, ma le parole non le vengono e allora ha un gesto di stizza, uno sbuffo di impazienza che riconosco al volo.
E' proprio lei, è proprio il suo modo di fare.
Dentro quel corpo ancora giovane spezzato a metà, c'è ancora la persona che conoscevo, con cui ho condiviso tanto, con cui spesso mi sono scontrata.
Dal comodino, l'immagine di padre pio ci osserva.
Un mese e mezzo fa, i medici le avevano dato qualche ora di vita e il prete l'estrema unzione.
Dopo qualche giorno, chi le voleva bene le augurava che morisse perchè lo stato vegetativo non poteva essere considerato vita.
E invece.
Se fossi credente, penserei ad un miracolo.
Non credo e mi limito a stringerle e baciarle il dorso della mano.
Il marito rimesta con un cucchiaio gli omogeneizzati che costituiscono il pasto serale.
Hai piacere se anche le altre ragazze del gruppo vengono a trovarti? le chiedo.
Gabriella morde l'aria un paio di volte, poi, chiaramente, risponde: molto.
Torniamo presto, le diciamo prima di uscire.
Anche lei sta tornando e il viaggio sarà faticoso assai.